L’ Art Restaurant La Smarrita è uno dei più ricercati ristoranti di Torino, unisce infatti arte e storia in un connubio più unico che raro; tra i ristoranti di Torino La Smarrita è infatti l’ unico ristorante a ospitare con cadenza regolare esposizioni di importanti artisti nazionali ed internazionali e anche di artisti emergenti dando così possibilità a chi fa arte di esporre in un luogo magico e sicuramente “artistico” e ai clienti di fruirne; il ristorante è ubicato nel centro di Torino in via Cesare Battisti 17/a, nel noto Palazzo Salmatorius (costruito nel 1680 circa), le cui finestre si affacciano direttamente su piazza Carlo Alberto, una delle principali piazze di Torino,su cui si affacciano anche la Biblioteca Nazionale e il Palazzo Carignano, attuale sede del museo del risorgimento.
Tra i ristoranti di Torino La Smarrita spicca oltre che per la ricercata cucina, curata da uno chef di qualità come Marco Giachello, anche per l’ arredamento originale d’epoca, i lampadari di cristallo, le scalinate interne in marmo e soprattutto la Sala Degli Specchi, ex studio di Camillo Benso conte di Cavour, dove venivano ricevuti gli ospiti nello sfarzo che rappresentava Torino all’ epoca.
Al contrario della maggior parte dei ristoranti di Torino La Smarrita adotta un codice etico per il quale la qualità delle portate, del servizio e l’ Arte hanno la precedenza su qualsiasi altro aspetto così da rendere consapevole il cliente di un’ esperienza oltre che enogastronomica anche culturale ed indimenticabile, alla portata di tutti visti i prezzi contenuti e la presenza dell’ italianissima pizza nel menu.
Nel ristorante La Smarrita oltre all’ ampio ingresso con scalinata che porta al primo piano, sono presenti quattro sale di dimensioni ragguardevoli in grado di ospitare comodamente centocinquanta persone.Tutto questo spazio ha offerto nel tempo la possibilità di esporre a molti artisti tra cui :
Sgarbi dice di lui :
“Ciro Palumbo è un affabulatore di momenti astorici e atemporali. Ci troviamo qui di fronte a una pittura dove l’ispirazione metafisica si esplica in un insieme immaginifico e surreale, in una messa in scena di elementi figurali che non riconducono a significati precisi.
L’artista mette in atto un gioco plastico e visionario di presenze, che rivela esplicitamente una consonanza con Giorgio de Chirico e con Alberto Savinio. Dal primo, Palumbo ha ereditato la bella stesura pittorica, il senso geometrico della struttura spaziale, e da Alberto Savinio il modo curioso di ammiccare con le immagini, in un gioco voluto e ben calcolato di contraddizioni.”
I ristoranti di Torino hanno ora un leader grazie a uno staff giovane e volto all’ innovazione e alla cultura e non al mero profitto.