Articolo su Storia Della Fotografia di Luca Porfido, pubblicato il 22-11-2009 ©Fotografiarte.it
Innanzitutto occorre dire che la fotografia è possibile grazie a due principi tecnici,la camera oscura che è il fenomeno ottico e il materiale fotosensibile, che è il fenomeno chimico che permette l’ impressione dell’ immagine; di questi due principi quello ottico e cioè di camera oscura precede di molto quello del materiale fotosensibile, basti pensare infatti al campo pittorico e Canaletto che usò proprio una camera oscura per le sue vedute di Venezia.
La fotografia non dovrebbe avere nell’ immaginario comune un unico padre o inventore, in diversi e nell’ arco di pochi anni riuciscirono a elaborare procedimenti per imprimere l’ immagine su un supporto.
Il primo fra tutti a rendere durevole un immagine fotografica su un supporto fu Nicephore Niépce che nell’ anno 1826 dopo anni di ricerche riusci finalmente a produrre delle eliografie su lastre metalliche trattate con bitume di giudea; per la prima prova di questo procedimento ci vollero addirittura otto ore di esposizione a luce diurna.

Prima fotografia di Nicephore Niepce dopo gli interventi di restauro. © Gernsheim Collection, Harry Ransom Humanities Research Center, The University of Texas, Austin, U.S.A.
Il 1829 per la fotografia è un anno cruciale; Niépce incontra Louis Jacque Daguerre, famoso a Parigi e Londra per il diorama e noto pittore vedutista; Nasce da questo incontro una collaborazione volta al fissare le immagini senza l’ intervento del pittore, con tempi di esposizione più brevi rispetto ai precedenti tentativi di Niépce e miglior qualità di immagine.
Nel 1835 dopo la morte di Niépce avvenuta nel 1933 Daguerre ottiene delle immagini positive su lastre d’ argento; Questa nuova procedura viene presentata nel 1839 all’ accademia delle scienze di Parigi, nasce quindi la dagherrotipia, tecnica fotografica che consente una riproduzione veloce e fedele di monumenti, opere d’ arte, opere architettoniche e documentazione archeologica, con tempi di esposizione molto lunghi e un limite, l’ immagine mancava di negativo ed era riproducibile solo con l’ ausilio della litografia.
Giova precisare che nel 1935 William Henry Fox Talbot aveva anch’egli perfezionato un metodo per l’ impressione fotografica; Talbot però era riuscito ad imprimere le immagini su carta grazie a un supporto cartaceo sensibilizzato con soluzione di cloruro di sodio e nitrato d’ argento, senza però un negativo che permettesse di riprodurre la fotografia; Questo negativo ( Talbotipo o Calotipo) arriverà solo nel 1841 ed essendo queste le primissime fotografie, per come viene intesa ai giorni nostri la fotografia ( almeno tecnicamente), possiamo attribuire a Talbot la paternità della sola fotografia moderna.